La lavorazione del corallo pur essendo diffusa in passato in tanti paesi del mediterraneo trova come unico vero baluardo di questa tradizione la città di TORRE DEL GRECO. Il corallo e i Torresi una tradizione lunga due secoli . Infatti da poco si sono festeggiati i 200 anni dall'inizio della lavorazione del corallo.
Tecniche di lavorazione del corallo
Il corallo viene impiegato, sia come pietra preziosa in gioielleria , sia nella fabbricazione di oggetti artistici e decorativi. Due sono, in estrema sintesi, i settori di produzione: il "liscio"e "l'incisione".
LISCIO
Il liscio è la lavorazione a carattere più seriale, a sua volta , in passato distinta , in "tondo e rotondo" e "roba di fabbrica". Per lavorazione a liscio si intende la realizzazione di manufatti per la gioielleria di forma geometrica, che viene ottenuta mediante asportazione di materiale per mezzo di seghe, mole abrasive , lime ecc. La lucidatura viene ottenuta mediante burattatura o per lucidatura a cera
FASI DI LAVORAZIONE
Scelta del corallo grezzo: il materiale grezzo pescato viene lavato e diviso secondo dimensione, forma e colore, per poterne poi scegliere la più conveniente utilizzazione. Particolare è la terminologia per distinguere il grezzo secondo la grossezza: terraglio,cime e rametti sottili; terraglione,rametti più grossi; barbaresco, rami di 4-5 mm. di diametro; corpo,rami di oltre 55 mm. di diametro; mostra,parte di maggior grossezza; paccottiglia, tronchi più diritti e senza ramificazioni.
Taglio : si svolgeva su un apposito banco di legno, incidendo il pezzo prima con una lima di acciaio a triangolo, poi più profondamente, con una spada a sega e recidendolo, infine, con una grossa tenaglia. Ora per lo più si usano dei sottili dischi diamantati.
Crivellatura: il corallo, già tagliato, diviso a gruppi e selezionato per colore, passa per una serie di crivelli dal fondo di ottone, con fori gradualmente più grandi, per ottenere varie partite di diverse misure;
Foratura: si utilizzava un trapanetto ad arco munito di punta di acciaio, il corallo veniva forato o a "passatoio", cioè da parte a parte, per essere infilato in collane; o a "mezzobuco", nel caso di bottoni, palline, pendoli da fissare su perni; Ora si utilizzano motori elettrici.
Spianatura: in tale fase, il corallo, infilato in un filo di ferro rigidamente teso, viene sgrossato su una mola di pietra arenaria;
Arrotatura o Arrotondatura : è la modellatura. Per la "roba di fabbrica", era effettuata con una grossa mola, azionata a mano. Per il "tondo e rotondo", occorreva una ulteriore rifinitura con una lima di acciaio temperato a punta, detta "quadrella", per rendere perfetta la curva del pallino; ora gli strumenti non sono più manuali ma elettrici.
Depurazione del colore per restituire al corallo il suo colore naturale e renderlo più vivo, esso viene immerso in un bagno di acqua ossigenata.
Lucidatura (Lustrata): i coralli venivano posti in sacchetti di tela o barili mossi eccentricamente, insieme ad acqua saponata, polvere di pomice e di corno di cervo calcinato, per sfruttare l'azione abrasiva di tali sostanze ; ora questa operazione è effettuata con barili a motore elettrico .
Assortimento: i coralli vengono ulteriormente selezionati secondo misura, colore e qualità.
Infilatura: i coralli così assortiti sono composti in fili di varia lunghezza.
TIPI DI LAVORAZIONE ANTICA E NON
Frange : fili composti da cime sottili di corallo, lunghe dai 5 ai 50 mm. circa, bucate in senso orizzontale in prossimità di una delle due estremità; la lunghezza dei coralli è digradante dal centro verso le estremità;
Spezzati : fili composti da piccole cime di corallo lunghe dai 4 ai 10 mm. circa, bucati al centro in senso orizzontale;
Rocchielli : piccole cime di corallo poco più spesse degli spezzati, diritte e con i bordi leggermente torniti;
Cupolini : rocchielli a punte completamente tornite;
Mezzi finiti : tronchetti di corallo simili ai cupolini, ma lavorati al centro in modo da diminuirne lo spessore. Questo consentiva maggiore aderenza ad incastro tra i coralli, così da renderne più fitta la sequenza;
Finiti : ulteriore lavorazione dei mezzi finiti: che permetteva di ottenere due pallini uniti tra loro. Nel punto di unione era praticato il foro per l'infilatura;
Cannettine: tronchetti diritti, di misura e spessore variabili, levigati in modo da assumere una forma cilindrica e bucati in senso longitudinale;
Mezzania : cannettine molto corte (fino a un massimo di 6 mm.), con i bordi smussati;
Chiattelle : rondelle di corallo, più o meno spesse, con i bordi arrotondati;
flotticelle : cilindri di corallo appena smussati alle estremità. Venivano preparati in fili da 45 a 240 cm. di lunghezza;
Olivette : coralli a forma di oliva, più o meno allungate;
Corpetti : piccoli globi di corallo, di lunghezza leggermente inferiore alle botticelle;
Corpi : corpetti leggermente più grandi (4-5 mm. di diametro);
Filotti : oggi denominati "corallo di fabbrica", hanno forma simile ai corpi ma dimensioni maggiori;
Tondo : pallini perfettamente sferici
Maometti : tronchetti lunghi dai 3 ai 5 cm. e spessi 8 mm. circa e bucati in senso longitudinale. Di queste lavorazioni solo alcune sono ancora oggi in uso.
Colletti: fili di spezzati lunghi 18 cm.;
Sciarpe : spezzati e rocchielli lunghi circa 120 cm.
Filo di grossezza: filo in cui venivano raccolti i coralli più grandi della partita lavorata;
Mazzi di grossezza : mazzi formati da un filo di grossezza e 24 fili tra loro uguali per forma e dimensioni;
Codini: piccoli fili che raccoglievano pochi grani di corallo molto grossi;
Caporesti : mazzi di fili dai 6 ai 12 mm. di spessore che raggiungevano un peso di 250 gr. ciascuno;
Fili accodati : fili con coralli dello stesso taglio posti in ordine decrescente dal centro verso le due estremità;
Fili uguali : fili con coralli dello stesso taglio e della stessa grandezza.
L’INCISIONE
L'incisione del corallo permette di ottenere manufatti dalle forme più disparate e, nonostante le contorte e complesse quanto poco prevedibili fattezze del corallo, si ottengono in alcuni casi vere e proprie sculture. L'incisione, come nella lavorazione a liscio, avviene per asportazione di materiale. Gli strumenti utilizzati sono oltre alle seghe, mole abrasive , lime , altri strumenti che permettono una maggiore precisione, quali bulini e frese . Le frese vengono utilizzate grazie a motori elettronici ;possono essere di materiali e dimensioni molto varie. Le frese più usate sono con assi in acciaio e testa o in carburo di tungsteno o in smeriglio o in diamante. La seguente immagine è stata tratta con il consenso dell'autore dal sito www.ludovicodelia.it
I bulini sono dei piccoli scalpelli molto affilati dall'ampio manico. Vengono utilizzati con un piccolo straccio che aiuta l'incisore a far scivolare la lama nel modo corretto.
Le frese applicate a micromotori elettrici permettono un'asportazione del materiale più agevole e veloce di quanto si possa fare con i bulini ma non si ottengono gli stessi effetti della superficie .
Link a siti con la descrizione tecnica dell'Incisione del corallo
i link tratti da http://www.ludovicodelia.it |
Lavorazione del corallo |